Wordmark. Anteprima online dei font sul tuo pc.

Digita una frase o una singola parola e grazie alla preview online di Wordmark potrai vederla utilizzando i font installati sul tuo pc. 

Wordmark è un’applicazione web gratuita che consente di effettuare un’anteprima di un determinato testo sfruttando i caratteri installati sul nostro computer. Un servizio simile trova applicazione nella grafica, ma anche nella realizzazione di contenuti per siti web o slide multimediali. È vero che le ultime versioni di software come Photoshop e Word/Open Office consentono questo tipo di anteprima, ma hanno delle limitazioni quanto a praticità e velocità d’uso.

Wordmark.it

“Wordmark.it abbrevia il processo di progettazione attraverso la selezione dei caratteri dal punto di vista di un designer”, spiega la società che ha realizzato l’applicazione. “Vi permette di navigare velocemente attraverso anteprime dei font, effettuare un check them out su sfondo scuro, visionare a caso titolo o anteprime, selezionando quelli che vi piacciono e confrontarli per la decisione finale.”

Non resta che andare sul sito e digitare una frase d’esempio, scegliendo positivo (carattere nero su sfondo bianco) o negativo (carattere bianco su sfondo nero). Quindi selezionare la dimensione del carattere, che può essere ingrandito o rimpicciolito in seguito, e premere invio.

wordmark

Avremo la possibilità di confrontare i risultati ottenuti con differenti font e sarà più semplice scegliere il carattere adatto alle nostre necessità, avendoli tutti a portata “di occhio”. Con i programmi sopra citati questo non sempre è possibile o è molto più complesso fare un raffronto tra ogni singolo font, rendendo più lunghi i tempi di realizzazione del progetto.

Visita wordmark.it oppure scarica l’app per il browser Google Chrome.

Testare font online. 4 ottimi tool gratuiti

Trova il font che soddisfa le tue necessità utilizzando quattro ottimi servizi gratuiti. Soluzione adatta a web designer e blogger particolarmente esigenti.

Tra le varie problematiche da affrontare in fase di realizzazione di un sito c’è la scelta del font adatto. I caratteri a disposizione sono numerosi, spesso belli e d’impatto, ma come sarà la resa una volta ultimate le pagine? E se dopo un lungo e faticoso lavoro di restyle il risultato non ci soddisferà? Per evitare noiosi test, delusioni e perdite di tempo, ci vengono incontro quattro servizi online gratuiti.

FONTPRO

L’unico dei quattro a richiedere una registrazione, se pur rapida visti i pochi campi da compilare e l’assenza dell’email di conferma, prima di iniziare i nostri test. Effettuato l’accesso è possibile scegliere una delle tre opzioni:

  • semplice articolo di un blog (con varie dimensioni di testo),

  • Due o più colonne affiancate.

  • Una pagina completamente bianca.

 Si aprirà una nuova scheda con a sinistra l’area gestionale per la scelta del carattere e dei relativi settaggi (dimensione, colore, interlinea, spaziatura), mentre sulla destra troviamo il testo dell’intestazione e del corpo, personalizzabile con un semplice clic.

 Al momento è possibile scegliere solo tra i font in locale e quelli di Google, ma sono previste altre opzioni tra cui Typekit e Fonts.com.

testare font online con fontpro

http://fontpro.com

TYPETESTER

Nonostante la grafica confusa e le sezioni d’aiuto poco leggibili perché coscritte in un’area troppo piccola, Typetester dimostra d’essere una valida proposta.

La textarea, personalizzabile qualora non dovesse andare bene il classico Lorem ipsum, è divisa in tre colonne ognuna delle quali permette di visualizzare il carattere con 12 opzioni differenti. Normale, grassetto, corsivo, maiuscolo, maiuscolo grassetto e corsivo e via dicendo. Una volta scelto possiamo impostare i parametri a partire dalla sua dimensione, interlinea, allineamento, eccetera.
Il risultato è visibile in tempo reale, già durante la digitazione.

Per funzionare, Typetester necessità della presenza di Javascript sul computer.
Abilitando i cookie nel browser le ultime impostazioni applicate verranno memorizzate e automaticamente caricate ricollegandosi al sito.

testare font online con typetester

http://www.typetester.org/

TYPEWONDER

Vogliamo effettuare un restyle delle nostre pagine web, ma non abbiamo le idee ben chiare? Basta una rapida preview del nostro sito/blog per verificare l’efficacia di uno specifico font.
La procedura da seguire è semplice e consta solo di tre passaggi:

  • inserire l’url del sito.

  • Selezionare il font che più ci piace, scegliendolo tra quelli archiviati per popolarità o per nome. Volendo è possibile personalizzare la stringa di testo che apparirà nell’anteprima.

  • Visualizzare il risultato ottenuto.

A questo punto possiamo: cambiare il font, copiare le stringhe di codice utili per inserirlo nel sito, condividere il link dell’anteprima ottenuta.
Tutto questo tramite il menù posto in alto nella pagina.

Typewonder utilizza i Google Font.

testare font online con typewonder

http://typewonder.com/

Web Font Combinator

Ultimo strumento e anche il più semplice da usare, per via di una grafica essenziale e al tempo stesso funzionale al massimo. Possiamo testare il font personalizzando titolo, sottotitolo e corpo del testo, ma anche lo sfondo. In questo modo il risultato sarà quanto più vicino a quello che otterremo sul nostro sito.

Le modifiche, da effettuare tramite i controlli posti nella parte inferiore della pagina, riguardano ovviamente il tipo di carattere, la dimensione, l’altezza e il colore.

Anche in questo caso vengono utilizzati i Google Fonts.

Testare font online con webfont combinator

 http://font-combinator.com/

Christmas advertising

Siamo in pieno clima natalizio, lo si vede dalle decorazioni nei negozi e nelle strade, dai prodotti in vendita nei supermercati, ma soprattutto dalle pubblicità.

Proprio queste ultime regalano sorprese piacevoli quanto a creatività e fantasia. Girovagando sul web ho trovato alcune, nuove e datate, che meritano di essere segnalate.

Christmas advertising. 40 esempi creativi

Disneyland Paris
Disneyland Paris
Christmas advertising
Mercedes-Benz: Reindeer in Headlights
Christmas advertising
Pro BTP Builders Insurance: Christm-ass
Heineken: Attenzione a quanto bevete
Campagna Stihl, azienda produttrice di attrezzi per il giardinaggio

Pedigree

Inbev
Omino bianco

Pfizer
Nespresso (2006)
Pizza World

HP

Esselunga
FedEx
Volkswagen
Mc Donald’s
Heineken
Volvo
AbInBev beer
Playboy

Tide (2008)
Christmas card for “be!” – Abbigliamento per bambini (2007)

We’re so in te mood for Christmas, 2007 Advertising Agency: CreAds, Singapore
Pepsi (2006)
Mazda (2007)
Mercedes-Benz (2007)
Happy Holidays. Always Fun. M&M’s (2008)
Bic manual shaver (2005)
Moraleja Green (2004)
Apple Iphone – iAlbero di Natale
Publicis, Singapore
STIHL – attrezzatura da giardino
Sex Toys e Preservativi

 

Hellmann’s – la sola mayonnaise per Natale

 

 

 

 

 

 

Ryohei Hase. Incubi e animali antropomorfi

Laurea presso la Tama Art University di Tokyo e quattro anni di esperienza nel settore dei videogame con la Bandai Namoc sono il background di Ryohei Hase. Attualmente lavora come illustratore freelance, in particolare nel settore discografico (realizza l’artwork per band giapponesi) e con aziende internazionali.

Ryohei Hase e il digital painting

Ryohei Hase

Quello di Ryohei Hase è uno stile iperrealista che non passa inosservato. Caratterizzato da dettagli curati, scenari complessi, forme e composizioni surreali, crude e a tratti angoscianti. Per farlo fonde pittura, illustrazioni, disegno a mano libera e Photoshop.

I lavori hanno un impatto visivo forte e colpiscono come un pugno in faccia, lasciando una sensazione di disagio per la loro stranezza. Verrebbe da chiedere quanto siano agitati i sonni dell’artista per produrre incubi di questo livello. In realtà credo che molto dipenda dal passato nei videogame e dalla tendenza nipponica nel creare figure iconoclaste sui generis.

Le opere in più punti mi hanno ricordato il grande H.R. Giger e Hieronymus Bosch, artisti che Ryohei Hase riconosce come sue fonti d’ispirazione. Il tutto visto secondo secondo l’ottica dei film d’animazione giapponese, carichi di atmosfere steam-punk, ambientazioni (de)cadenti e soggetti piuttosto inquietanti.Ryohei Hase

Ho apprezzato fin da subito questo artista, sarà che le tematiche gotiche e oscure mi affascinano immediatamente e poi diciamolo, disegna davvero bene. La scelta di parlarne è stata dunque casuale, solo successivamente mi sono accorto di una sorta di trait d’union con Zdzisław Beksinski citato qualche settimana fa.

I meandri oscuri della mente e le insicurezze dell’uomo raccontate attraverso tavole che, in più di una occasione, superano un dipinto a olio per precisione e accuratezza dei dettagli.

Ryohei HaseRyohei HaseRyohei HaseRyohei HaseRyohei Hase

Ryohei Hase

Ryohei HaseRyohei Hase

Ryohei Hase nel web

Firenze capitale e il logo poco originale

150 anni da quando Firenze fu capitale del Regno d’Italia. Il comune festeggerà l’evento con una serie di celebrazioni che, da oggi, hanno un logo ufficiale.
Dopo aver letto alcuni commenti e soprattutto averlo visto, ho deciso di scrivere due righe.

 Firenze capitale

Palazzo Vecchio, l’alloro e il tricolore. Sono i tre simboli che caratterizzano il logo di tutte le iniziative per i 150 anni di Firenze Capitale (1865-2015). Verranno fatte anche coccarde e magliette, libri. Il nuovo simbolo, scelto dopo numerose consultazioni e confronti con i rappresentanti delle 89 istituzioni e associazioni che fanno parte del Comitato per le celebrazioni, è stato presentato stamani in Palazzo Vecchio dal presidente del Consiglio comunale e coordinatore del Comitato Eugenio Giano (il lavoro di coordinamento è coadiuvato dai vicepresidenti e dal presidente della commissione cultura Leonardo Riebbero). Il logo è stato realizzato dal Comune in collaborazione con l’architetto Vincenzo Vaccaro e il professor Raimondo Innocenti.

Si può leggere il resto dell’articolo sul sito del comune di Firenze.

Tutti questi eventi, presentati delle 89 tra istituzioni e associazioni che compongono il Comitato per le celebrazioni, da oggi hanno un logo ufficiale. Il simbolo, scelto dopo numerose consultazioni e realizzato dal Comune in collaborazione con l’architetto Vincenzo Vaccaro e il professor Raimondo Innocenti, è stato presentato in via ufficiale dal presidente del Consiglio comunale e coordinatore del Comitato, Eugenio Giani. Che sui cinque simboli che lo compongono ha parlato di «una scelta a lungo meditata che privilegia la data 1865-2015 rispetto al più generale 150°, Palazzo Vecchio in quanto sede di fiorentinità e dell’allora parlamento, l’alloro simbolo della cultura con il tricolore a chiudere la corona che cinge Palazzo Vecchio a immagine di ciò che in quegli anni Firenze ha rappresentato per l’Italia».

Lanazione.it

Questo è il simbolo scelto per Firenze Capitale

Firenze capitale, il logo
l simbolo per Firenze Capitale (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Perché ho deciso di scrivere questo post?

La risposta preferisco lasciarla alle immagini perché, meglio di qualsiasi parola, sapranno descrivere lo stupore una volta scoperto che cotanto lavoro di ingegno e creatività è il “riciclaggio” di un logo usato qualche anno fa (2010 per la precisione).

50-anni-frecce-tricolori

 

Frecce_Tricolori_francobollo
Francobollo celebrativo, 50º anniversario della nascita della PAN

La somiglianza è notevole vero? Ci sarebbero tante cose da dire su questo ennesimo attentato alla creatività, perpetrato dai comuni grazie a scelte e collaborazioni quanto meno discutibili (vedi logo della città di Salerno o la grafica dell’Estate Romana 2013).

Quello che fa veramente incazzare che sono migliaia e migliai i giovani grafici/creativi che saprebbero fare di meglio (e che sicuramente avrebbero maggior necessità di eseguire lavori di questo spessore), ma si finisce per assistere a questi (ben pagati) scempi.

Adobe Creative Cloud per fotografi a 12€ mensili

Adobe Creative Cloud apre apre al settore fotografico con un abbonamento mensile. Photoshop CC, Lightroom, Behance e storage cloud a soli 12,29 €

Adobe rilancia l’offerta proposta a settembre, inizialmente limitata solo ai possessori di Photoshop CS3 e successivi, estendendola a tutti gli utenti. Il pacchetto è dichiaratamente orientato al mondo della fotografia e comprende Photoshop, Lightroom, Behance Membership e 20GB di storage in cloud.

Adobe Creative Cloud

Adobe Creative Cloud per fotografi

L’offerta è valida fino al 2 dicembre 2013, estesa fino al 31 per i possessori di Photoshop CS3 e successivi. Da sottolineare che è tale prezzo è valido se si sottoscrive un abbonamento annuale, inoltre resterà invariata per gli anni successivi (non è dunque il classico pacchetto promozionale valido un solo anno)

Cos’è Adobe Creative Cloud?

Per chi non lo sapesse questo è un servizio in abbonamento proposto dalla Adobe che intende così contrastare il rischio di software pirata. In realtà si è parlato di una scelta fatta per eliminare imballaggi, carta e plastica a favore di un maggiore rispetto dell’ambiente, ma è evidente anche la voglia di combattere le copie illegali del software.

Adobe Creative Cloud per fotografi

Dismessa la vendita “in scatola” (confezione con cd/dvd e relativi manuali) si vira in favore del download online previo pagamento.

I prezzi della Adobe Creative Cloud sono i seguenti:

  • L’abbonamento a Photoshop CC con contratto annuale costa 61,49 euro al mese
  • L’abbonamento a Photoshop CC con contratto annuale ma con la possibilità di sospenderlo in ogni momento costa 92,24 euro al mese
  • Le singole app costano 24,59 euro al mese.
  • Chi ha il CS3 o le versioni successive ottiene la versione completa a 36,89 euro al mese (con impegno annuale)
  • I clienti che hanno il CS6 ottengono la versione completa di 24,59 euro al mese (con impegno annuale)

Per una visione completa dei servizi offerti consiglio la lettura di Piani di iscrizione: Panoramica dei piani.

Zdzislaw Beksinski e gli incubi che diventano arte.

Fotografo di successo nella Polonia comunista, non ha mai disdegnato l’uso di plastica e metallo durante le estemporanee sortite nel mondo della scultura. Per sette anni, in quello che lui stesso definisce periodo barocco, Zdzislaw Beksinski ha una carriera di tutto rispetto, vincendo numerosi premi e ricevendo riconoscimenti anche fuori dai confini nazionali.

Uno stile particolare, atipico per quegli anni, caratterizza i suoi scatti.

Volti bendati, paesaggi desolati e tetri, persone delle quali non si vede mai il viso, vengono impresse nella pellicola, quasi a voler trasferire il profondo senso di smarrimento e inquietudine che da sempre alberga nell’animo dell’artista polacco.

Zdzislaw BeksinskiNel 1970 arriva la svolta, a causa di quella che sarà la prima di una serie di tragedie che negli anni a venire lo colpiranno. Attraversando in auto un passaggio a livello incustodito, Zdzislaw Beksinski viene travolto da un treno in transito, restando in coma per tre settimane.

Nonostante il ritorno a una parvenza di normalità, grazie al calore familiare e all’amore di moglie e figlio, la sua visione artistica diverrà ancora più cupa e oscura.

Fotografia e scultura vengono messe da parte a favore di tele e pennelli.

Ha inizio quello che lui stesso definisce il periodo gotico, nel quale il filtro che teneva distante sogno e realtà è andato completamente perso. Ora tutto si fonde in un unico incubo, difficile da spiegare perché allo stesso tempo è parte della sua realtà.

Dipingere è una valvola di sfogo e l’unico modo per potersi esprimere.

Zdzislaw Beksinski

Zdzislaw Beksinski

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Come dicevo, le sciagure non hanno mai abbondato Zdzislaw Beksinski, segnando prepotentemente il corso della sua vita.
Fino all’ultimo giorno!
Nel 1988 muore la moglie e un anno più tardi, la vigilia di Natale, suo figlio si suicida.

Zdzislaw Beksinski precipita in un profondo stato di depressione che lo porterà a non uscire più di casa, isolandosi sempre di più dalla società e dal mondo, nonostante le sue opere riscuotano notevoli consensi soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti. Negli ultimi anni di vita si dedicò anche alla fotografia digitale, realizzando fotomontaggi di vario genere.

Zdzislaw Beksinski

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Zdzislaw Beksinski

Il 2 Febbraio 2005 viene assassinato dal figlio del suo maggiordomo che metterà fine alla sua vita con diciassette coltellate.

http://www.beksinski.pl/

Curiosità

Zdzislaw Beksinski seguiva un preciso rituale prima di dipingere. La tela veniva posta orizzontalmente su di un tavolo, lui restava in piedi e nella stanza doveva esserci sempre musica, preferibilmente classica.

L’artista polacco, inoltre, non ha mai dato un titolo alle sue opere.

Aumenta la permanenza dei visitatori sul tuo sito

Abbatti il tasso di abbandono e dimezza la frequenza di rimbalzo convincendo i visitatori a restare più tempo sul tuo sito. Con quattro suggerimenti utili.

Se leggendo le statistiche di Google Analytics ti accorgi che i visitatori arrivano sul tuo blog, ma restano poco tempo, senza visitare altre pagine, devi porti qualche domanda. Dati che indicano uno scarso coinvolgimento, un campanello d’allarme che deve spingerti a effettuare alcuni cambiamenti.

Aumenta la permanenza dei visitatori

Prima di illustrare come aumentare la permanenza degli utenti sul nostro sito tieni a mente che i visitatori ti trovano utilizzando i motori di ricerca. Una volta letto quello che interessa chiudono la pagina e passano ad altro. Se ti dice male la chiudono prima di aver terminato l’articolo.
È fondamentale suscitare curiosità nel visitatore, invogliandolo nella lettura dell’intero post e, successivamente, nella navigazione del sito.

Aumenta la permanenza dei visitatori: il bounce rate

Numerose statiche dimostrano che i navigatori tendono a “scansionare” il testo, soffermandosi sui punti salienti. Ecco perché è importante scrivere testi di qualità e in grado di catturare l’attenzione del lettore, evitando una pessima formattazione, font strani o con un colore fastidioso. Questi sono solo alcuni dei casi che contribuiscono ad alzare la frequenza di rimbalzo.

La Frequenza di Rimbalzo è data dal rapporto tra le Visite di Rimbalzo (cioè le visite che hanno generato una sola Pagina Vista) e le Pagine d’ingresso (cioè le visite in cui la pagina in esame è stata la prima ad essere vista). Indica quindi la percentuale di visite che hanno generato una sola pagina vista (cioè la percentuale di visite in cui il browser è entrato nel sito, ha visualizzato una sola pagina ed è uscito dal sito) rispetto al numero di volte in cui la pagina in esame è stata la prima pagina ad essere vista (Pagina d’Ingresso).
FONTEwww.shinystat.com

Per farla breve con frequenza di rimbalzo (bounce rate) viene indicata la percentuale di utenti che abbandona il nostro sito dopo aver visitato una sola pagina. Il concetto vale anche se applicato a una specifica pagina o a un gruppo, a un canale di provenienza (maggiori dettagli nel link che ho appena indicato).

1) Migliora l’aspetto, la navigazione e il caricamento del sito.

Tre aspetti importantissimi che cito assieme perché strettamente correlati tra loro.

  • Ripulisci il layout

Sarà una mia deformazione professionale, ma un sito senza orpelli inutili non può farci che bene. Elimina gif animate, testo scorrevole, icone del mouse con fastidiosi effetti (aborro fiori, stelline e divertimenti simili che scendono giù dal cielo), widget e plugin che non portano nulla alla user-experienceUtilizza caratteri leggibili e con colori che non facciano perdere qualche diottria, tenendo conto del contrasto cromatico tra sfondo della pagina e parti scritte.

Per un lavoro ben fatto ti suggerisco la lettura di Webdesign for Dummies e di Ottimizzare i testi di un blog. 11 consigli utili

  • Rendi la navigazione il più semplice possibile

Mettendo in evidenza menù, lista degli articoli (i recenti, i più commentati, ecc.) e categorie. Per queste ultime cerca di non esagerare creando troppe, ma limitati alle essenziali. Evita sotto-menù/sotto-sotto-menù. I form per contatti, iscrizioni o commenti, devono essere visibili e raggiungibili facilmente.

  • Non appesantire le pagine

Sono sicuro che anche tu smetti di leggere un articolo perché la sua completa visualizzazione richiede troppo tempo. Ecco perché è fondamentale una grafica snella e priva degli elementi inutili che ho appena descritto. Non solo.

  • Fai attenzione al peso delle immagini che inserisci, se serve riduci le dimensioni prima di caricarle nel blog.
  • Evita di inserire foto, loghi o banner linkandoli da altri siti. Questa pratica comporta ( soprattutto nel caso di file di una certa dimensione) un discreto rallentamento della pagina, dovendo caricare da un hosting esterno. Tra l’altro c’è sempre il rischio che il sito non sia raggiungibile o che l’immagine venga rimossa, con i problemi che questo comporta.

Aumenta la permanenza dei visitatori migliorando la struttura del sito

2) Link interni

Sai che se in un post inserisci link ad articoli presenti nel tuo sito puoi avere dei benefici? Non sono io a dirlo, ma Google e lo avevo già scritto in Ottimizzare i testi di un blogMettendo da parte l’aspetto SEO non deve sfuggire l’importanza che ha linkare le risorse interne. Questa pratica serve a migliorare la loro catalogazione, permettendo al visitatore di approfondire l’argomento appena letto senza perdere tempo in ricerche tra menù o categorie.

Per lo stesso principio è utile inserire un plugin che visualizzi gli articoli correlati a fine post. LinkWithin è tra i più conosciuti, soprattutto per chi i frequenta la piattaforma Blogger.com

3) Aumenta la permanenza dei visitatori inserendo video.

Una delle migliori tecniche per trattenere il visitatore sulla nostra pagina. Inutile dire che dovranno essere attinenti all’argomento trattato e di qualità.

4) Dividere i post

Molti blogger fanno visualizzare integralmente i propri articoli in homepage e questo comporta alcuni inconvenienti. Per prima cosa è probabile che un visitatore, dopo aver letto ciò che gli interessa, abbandoni il sito senza guardare gli articoli correlati o il resto dei post pubblicati.

Per ovviare possiamo sfruttare un piccolo escamotage, il noto Leggi tutto che fornisce una visuale più ampia e migliore dei contenuti presenti, “costringendo” il navigatore a compiere una operazione in più per completare la lettura dell’articolo, aumentando di conseguenza la permanenza sul sito.

Aumenta la permanenza dei visitatori dividendo il testo dei post

C’è un altro aspetto importante da esaminare con la visualizzazione integrale dei post. Google infatti potrebbe considerarlo un contenuto duplicato essendo presente con due url nello stesso sito, la homepage e il post vero e proprio.

Nel caso di articoli particolarmente lunghi una tecnica che si può adottare è quella della frammentazione in più pezzi. In questo modo, oltre ad avere due o più post da pubblicare, sfrutteremo il link alle risorse interne (con conseguente aumento della pageview), eviteremo di annoiare il lettore aumentando in lui la curiosità nei confronti dell’argomento affrontato.

Con questi suggerimenti di sicuro si aumenta la permanenza dei visitatori su di un sito, ma non dimenticare mai che quello che conta maggiormente è la qualità dei testi proposti.

Fonte immagini

photo credit: cambodia4kidsorg via photopin cc
photo credit: 
jm3 via photopin cc
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Responsive portfolio con Parallelism

Vuoi creare una galleria immagini adatta alla navigazione su tablet e dispositivi di telefonia mobile? Parallelism è il template che fa per te.

parallelism responsive porfolio

Parallelism

Sito-portfolio a una sola pagina realizzato con Javascript e CSS, ha una struttura molto semplice e per questo risulta facilmente personalizzabile. Non servono dunque particolari conoscenze tecniche per poterlo adattare a ogni specifica esigenza o caricare le nostra immagini.

Nella home page viene visualizzata l’intera gallery, navigabile utilizzando le frecce sulla tastiera, lo scroll (la rotella) del mouse o spostando il cursore da sinistra verso destra e viceversa. Cliccando su ogni singola fotografia è possibile ingrandirla continuando, da qui, la navigazione all’interno dell’intero portfolio, sempre tramite le frecce sulla tastiera o quelle poste in calce alla foto. A queste ultime si potrà anche aggiungere un breve testo descrittivo.

Parallelism è rilasciato sotto licenza Creative Commons e può essere usato, gratuitamente, in progetti personali o commerciali.

Pepsi vs Coca Cola per festeggiare Halloween

Continua il botta e risposta tra Coca Cola e Pepsi, a colpi di pubblicità ironiche e scorrette. La festa di Halloween è l’occasione buona per l’ennesima stoccata.

Pepsi vs Coca Cola.

Che tra le due maggiori aziende produttrici dell’effervescente liquido ci sia un’accesa rivalità è cosa nota, non potrebbe essere diversamente visto che l’oggetto del contendere è una larghissima fetta di mercato internazionale. E non è la prima volta che appaiono in rete pubblicità al limite (a volte superato) della correttezza.
Come non ricordare lo spot con il bambino che di fronte a un distributore automatico, acquista due lattine di Coke per arrivare al tasto dedicato alla Pepsi.

Vi auguriamo un Halloween spaventoso

Pepsi gioca la carta della provocazione con questo claim e l’immagine di una lattina avvolta dal mantello rosso della Coca Cola, per augurare una vigilia di ognissanti all’insegna del terrore.

Pepsi vs Coca Cola

L’adv, realizzato dalla belga Buzz in a Box, a poche ore dalla pubblicazione sulla loro pagina Facebook ha ottenuto un numero elevatissimo di Like e condivisioni diventando subito virale. Risultato meritatissimo visto che l’immagine è obiettivamente ben fatta, l’ironia fa presa e risulta simpatica più che offensiva o scorretta. Poi si sa, al popolo del web la correttezza in questo campo interessa poco, soprattuto quando il risultato cattura l’attenzione.

L’azione di Guerrilla Marketing sembra riuscita alla perfezione.

La Coca Cola resta a guardare?

Ovviamente no e la risposta non tarda ad arrivare. Ancora più sagace e pungente.

pepsi vs coca cola

Tutti vogliono essere un eroe

Basta sostituire il logo, utilizzare un claim altrettanto vincente e il gioco è fatto. Situazione ribaltata e la campagna della Pepsi si trasforma subito in un fail, perché adesso la loro bibita ha bisogno di un mantello per sentirsi super.

Il brand di Atlanta non ha confermato la realizzazione di questa contro-pubblicità, forse opera di un creativo anonimo e fan della bibita. Poco importa, resta una mossa geniale come poche.
E come si suol dire: epic win!!!