Aspetti negativi di un hosting gratuito

Volendo mettere online un progetto amatoriale o un blog personale, la soluzione che appare più idonea è quella di rivolgersi ad un hosting gratuito. Una scelta legittima, giustificata dal non voler investire dei capitali, se pur minimi, per portare avanti qualcosa che non produrrà un ritorno economico o di immagine. Le offerte disponibili sono numerose e le analizzerò in un altro articolo. Quello che invece vorrei descrivere, sono gli aspetti negativi a cui si può andare incontro. Parametri che molto spesso passano inosservati, specie se non si è esperti nel settore.

Caratteristiche

Quella principale è l’essere gratuiti e per questo appetibili all’utenza non professionale. Sono in gran parte validi e seri, ma ovviamente chi si iscrive va incontro ad alcune limitazioni. In certi casi dei veri e propri obblighi. Penso ai siti che offrono spazio gratuito e che mettono come clausola l’inserimento di uno o più banner pubblicitari.
Non c’è solo questo da tenere in considerazione, basti pensare alle restrizioni sullo spazio web o la banda e il traffico mensile utilizzabile. Trattandosi di proposte a costo zero non c’è mai la certezza di un adeguato funzionamento dei server. Nel caso di una mancata operatività degli stessi non è ovviamente possibile lamentarsi e, in alcuni casi, manca (o funziona “ a fasi alterne”) un servizio d’assistenza che possa rispondere alle richieste di aiuto o di spiegazioni.

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Affidabilità

Tutte queste informazioni sono visionabili prima di registrarsi. Da questo punto di vista gli hosting gratuiti offrono sempre la massima trasparenza e chiarezza nelle informazioni, quello che non possiamo prevedere, e che ovviamente non troveremo nelle FAQ, è la durata. Chi ci garantisce che l’hosting non fallisca, chiudendo l’intero servizio? O modifichi le sue proposte trasformandole in servizi a pagamento?
Non è fantascienza, in passato mi è capitato un paio di volte di incappare in questi inconvenienti.
Non c’è solo questo.
L’elevato aumento di clienti potrebbe portare ad una diminuzione delle prestazioni,
Che certezza abbiamo che il nostro sito continuerà a funzionare a dovere?

Problematiche

Mettiamo da parte quanto descritto fino ad ora, focalizzando l’interesse sui motivi che devono far riflettere se e quando è il caso di scegliere un hosting gratuito. Al di là delle motivazioni, non è da escludere una futura scelta di migrare verso uno spazio a pagamento. I danni che ne deriverebbero non sono pochi, con ripercussioni importanti pensando alla perdita di contatti e di indicizzazione nei motori di ricerca.
Per cominciare c’è da considerare il cambio dell’URL che identifica il nostro sito. Il rischio è ovviamente quello di perdere un buon numero di follower fin qui acquisiti. Il cambio di indirizzo crea un altro grande problema, la perdita di efficacia dei backlink.
I link di ritorno da siti esterni che conducono al nostro. Un aspetto da non sottovalutare visto che andrà ad inficiare sulla popolarità del nostro sito che, a questo punto, ripartirà da zero. Non va presa sotto gamba anche l’impossibilità, in alcuni casi, di salvare o esportare i post pubblicati. In questo caso la scelta è il dover copiare tutto manualmente, cosa non proprio semplice per numeri elevati di post.

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Hosting gratuito si, hosting gratuito no?

Chiariamo subito una cosa: io sono a favore di questi servizi, li ho utilizzati spesso e ancora oggi mi capita di consigliarli a chi deve mettere online il proprio website personale. Anche se i prezzi dei servizi a pagamento sono spesso competitivi e accessibili, è comprensibile l’esigenza di avventurarsi in questo mondo senza dover spendere soldi. Credo sia però importante conoscere pro e contro del puntare alle offerte gratuite. Senza demonizzarle o sminuirne l’utilità, ma facendo presente gli aspetti negativi che si possono presentare. A l’utente sta poi la parola finale per decidere su chi e cosa puntare.

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